I 4 pilastri della Leadership che deve avere ogni giovane portiere

Attraverso dei punti chiave fondamentali possiamo individuare la corretta metodologia di crescita del giovane portiere.

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La preparazione del giovane portiere si presta a differenti scuole di pensiero su come attaccare un pallone, sull’angolo di parata, sulla chiusura nella raccolta, sull’uscita alta e altro ancora.

Infatti, svariando tra nazione e nazione ci possiamo riconoscere in diverse metodologie affrontate da preparatori stranieri.

Ci mettiamo davanti a Youtube, davanti ad un libro di esercizi e ne ricaviamo una collezione di esercitazioni da proporre ai nostri giovani portieri.

In più, per accrescere maggiormente il valore dell’esercizio acquistiamo di tasca nostra i materiali funzionali a raggiungere gli obiettivi del gesto tecnico da insegnare al giovane portiere appunto.

Oppure, guardando in casa nostra spaziamo anche qui tra diversi approcci tecnici di allenamento dei portieri.

Tuttavia, se siamo incaricati ad allenare i giovani portieri dobbiamo fare molta attenzione a quello che proponiamo perché non sempre gli “esercizi dei grandi” sono funzionali alla crescita dei giovani numeri uno.

Cosa intendo esattamente con questo?
Dammi un minuto e ti spiego meglio.

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Se continuiamo a porre l’attenzione solo ed esclusivamente sull’approccio tecnico del ragazzo, dobbiamo anche assumerci la responsabilità che le cose non sempre possano andare nel verso giusto.

Ciò detto, se un giovane portiere viene farcito di tecnica asfissiante sarà un grande portiere tecnico che però non esprimerà al massimo il suo potenziale, perché lo bloccherà più del 50%.

Pertanto, il potenziale inespresso del giovane portiere è una delle cause maggiori che lo fanno smettere prematuramente di giocare a calcio.

 

Questo per un motivo molto semplice:

NON riesce a gestire le sue emozioni e NON riesce a gestire il confronto con i suoi stati d’animo.

Siccome NON è stato allenato su come gestire questo momento, pertanto, le difficolta aumentano e si ritrova completamente apatico alla situazione, senza sapere come uscirne e superarla con coraggio

 

Appunto, se fatica a comunicare con sé stesso senza darsi delle risposte giuste, come può essere in grado di gestire e risolvere le conseguenze di un errore, di uno sbaglio, di una situazione complicata in campo e nella vita di tutti i giorni?

Se non gli diamo già in partenza gli strumenti per capire esattamente cosa voglia dire essere un portiere, allora corriamo il rischio di fallire davvero nel nostro approccio di crescita insieme a loro.

Tuttavia, quello che dovremmo fare tutti insieme è assumerci la responsabilità che a volte siamo noi che dobbiamo fermarci a riflettere su cosa è più giusto o meno per lo sviluppo caratteriale dei nostri giovani portieri.

La cosa interessante è mettere nero su bianco proprio quello che stiamo chiedendo ai nostri portieri.

Partiamo dal farci questa domanda: Ha davvero bisogno il mio giovane portiere di questo allenamento? Qual è l’insegnamento per la sua crescita?

Ora tiriamo una linea retta nel mezzo del foglio.

A sinistra scriviamo gli effetti negativi del nostro lavoro e a destra gli effetti positivi.

Se prevalgono di più quelli positivi allora non proseguire a leggere questo articolo. Se invece prevalgono di più quelli negativi, il mio invito è di continuare a leggere quello che ho da dirti.

Il giovane portiere ha bisogno innanzitutto di un mentore, di una guida, di un esempio che lo aiuti a crescere nella totale fiducia, in cui può esprimersi in tutte le sue forme.

Quello che dobbiamo fare insieme è lavorare su:

 

I 4 pilastri della Leadership che deve avere ogni giovane portiere

 

1. Ascolto

È utile abituare il giovane portiere ad ascoltare per comprendere prima di tutto i propri stati d’animo e poi quello che gli insegni tu attraverso il tuo approccio formativo.

Distaccandoti completamente dall’approccio tradizionale di far eseguire l’esercizio senza lasciare spazio al giovane portiere di comprendere quello che sta facendo.

 

2. Comprensione


È importante far ripetere costantemente al giovane portiere, con le proprie parole, ogni cosa che gli spieghi.

La sua rielaborazione dei contenuti è il massimo strumento per farlo rendere al 100% nell’esercizio e nell’atteggiamento positivo di quella determinata situazione.

 

3. Atteggiamento

È la conseguenza dei primi due pilastri. L’ascolto e la comprensione determinano l’atteggiamento mentale produttivo del giovane portiere.

Se conosce e comprende agisce produttivamente per l’obiettivo che ha imparato a riconoscere come elemento funzionale per la sua crescita tra i pali e non solo.

 

4. Comunicazione

È l’aspetto conclusivo, il pilastro che fa reggere completamente la struttura.

Solo quando il giovane portiere comunica con sé stesso con un linguaggio positivo allora potrà comunicare all’esterno la sua leadership, il suo carisma, la sua capacità di coinvolgimento sia nei momenti positivi sia quelli meno positivi.

 

Una volta sviluppati in un percorso di crescita facendo sempre attenzione alla domanda guida che dobbiamo porci prima di far eseguire un esercizio, allora significa che stiamo evolvendo insieme.

Il tuo lavoro è funzionale. Il rapporto con i giovani portieri migliorerà sempre di più. Diventerai il loro punto di riferimento e infine, farai del bene in assoluto al loro sviluppo della leadership che potranno sfruttare in campo e nella vita di tutti i giorni.

Naturalmente, vedrai il tuo lavoro avere più frutti rispetto al passato e farai sempre i conti con un atteggiamento positivo sia dei tuoi giovani portieri sia degli addetti ai lavori che scopriranno un nuovo talento.

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Daniele Rolleri
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