Ben arrivato sul portale dedicato alla preparazione dei giovani portieri

Sono Daniele Rolleri, il fondatore del Metodo Crescere Portiere. Ossia tutto ciò che riguarda la preparazione dei giovani portieri attraverso lo sviluppo della loro leadership e della loro crescita caratteriale.

Questo per farli crescere una volta per tutte, forti e sicuri come dei veri numeri uno.

figlio

Questo scatto qui sopra riprende il momento esatto in cui anni fa ho raggiunto la consapevolezza di prendermi una grande responsabilità.

La più importante della mia vita fino ad oggi: investire il mio tempo, la mia passione, le mie finanze nello sviluppo della leadership del giovane portiere.

Per arrivare a questa scelta mi ci sono voluti 2 anni per capire esattamente come la mia decisione potesse essere buona per me, buona per gli altri e buona in assoluto.

Ho speso il mio tempo in ricerche, studi, approfondimenti, notti insonni, viaggi, incontri con numerosi professionisti in diversi settori professionali.

Inoltre, ho investito fino al mio ultimo centesimo per trovare una volta per tutte la chiave per craccare i files dell’allenamento tradizionale rivolto ai giovani portieri.

Fortunatamente, ho trovato tutto ciò che un giovane portiere ha bisogno più di qualsiasi altra cosa:

Lo sviluppo della sua leadership attraverso la consapevolezza del suo vero talento.

Pertanto, mi sono chiesto cosa volesse dire essere un giovane portiere e cosa dovesse conoscere per sentirsi finalmente libero.

Libero da condizionamenti depotenzianti che la società di oggi gli butta addosso senza pietà.

Catene che intrappolano i suoi sogni, fino a distruggerli del tutto quando si trova di fronte a delle difficoltà.

E’ chiaramente un eufemismo quando dico che ho speso 2 anni per raggiungere e mettere nero su bianco una soluzione, un metodo.

In realtà, mi ci sono voluti diversi anni, da quel primo giorno che ho indossato i guanti e la maglia con un grande numero uno sulla schiena.

 

La parte interessante di questo percorso è che sono stato da entrambe le parti.

➡️Prima come giovane portiere abbandonato in mezzo a preparatori tradizionali, che l’unico bene che mi hanno fatto è stato quello di non peggiorare le mie prestazioni ma renderle sempre uguali, con gli stessi errori.

 

Chiaramente, senza avermi mai aiutato né a crescere dal punto di vista tecnico né dal punto di vista caratteriale.

 

➡️Seconda come istruttore dei giovani portieri da quando avevo l’età di 19 anni, dove ho puntato sempre più l’attenzione prima sull’essere e poi sul diventare qualcuno o qualcosa.

 

Ciò detto, è proprio qui che sta la differenza, il punto di mezzo tra la preparazione tradizionale e un metodo vissuto, analizzato, studiato e messo a puntino con i migliori strumenti per la crescita di adolescenti e non solo.

Quella chiave di lettura che nessuno fino ad oggi ha voluto renderla reale, concreta, una cosa vera… autentica e la prima in assoluto in Italia.

Una responsabilità che porta a fare delle scelte e a prendere decisioni che fanno saltare dalla sedia chi “ha sempre fatto così” questo “mestiere”.

Sto parlando della preparazione tecnica tradizionale che sebbene ha la sua percentuale di importanza all’interno di un percorso di crescita, io e te sappiamo benissimo che senza il suo minimo controllo, della tecnica non ce ne facciamo nulla.

Ovviamente, è un pensiero fuori dall’ordinario che richiede un altro criterio, ciò rende il metodo unico, inimitabile, inattaccabile.

Questo criterio è l’ESEMPIO.

L’esperienza personale che ha fatto male, ha fatto soffrire e che ha scelto una strada che mai avrei pensato di prendere.

Il mio sogno era quello di diventare un portiere professionista che avrebbe raggiunto traguardi bellissimi.

La vita tuttavia, ti presenta delle porte in faccia che distruggono ogni tuo sogno.

Ma perché queste porte in faccia decidono per noi?

Come è stato possibile che le scelte di qualcun altro abbiamo influito sulle mie scelte, sul mio futuro?

C’è solo una ragione perché è successo questo.

Nessuno mi ha mai insegnato ad essere prima di tutto me stesso, con dei valori sani, positivi, con un carattere carismatico e coinvolgente.

Anzi, è successo il contrario.

Sono cresciuto con l’insicurezza di non valere, di essere sempre timoroso della vita, delle scelte, sia quando ero a scuola sia quando ero in campo.

Una crescita poco positiva che un giorno ho deciso di allontanare, dire addio definitivamente, perché avevo finalmente il diritto di VIVERE LA MIA VITA forte e sicuro come un vero numero uno.

 

Ma è possibile che un ragazzo con un sogno nel cuore viva la sua vita e il raggiungimento del suo desiderio più grande al 50% delle sue possibilità?

 

Ovviamente, quello che ho visto in questi anni è appunto questo fenomeno.

Giovani portieri in campo e fuori vivere a potenzialità ridotta, per non conoscenza dei proprio obiettivi, per la paura di essere giudicati e per il non coraggio di fare delle scelte.

Oppure nascondersi dietro l’alibi di un ciuffo d’erba che ha spostato il pallone e non si riuscito a parare, o di un brutto voto a scuola in cui si dice che tutti i compagni sono andati male.

Infine, dare la colpa agli altri in modo ingiustificato urlando ad alta voce, senza però assumersi delle responsabilità su come si arrivati ad affrontare una prestazione “non all’altezza”.

 

Ora basta!!!

 

Il mio esempio allora è diventato la mia missione di vita, la mia sfida quotidiana a chi dice che il portiere deve allenarsi solo tecnicamente, che deve essere alto più di un metro e novanta centimetri, che deve avere globuli rossi e bianchi, fibre di un certo tipo per raggiungere il professionismo.

La vita che sia professionale o privata si crea con la forza della mente.

Ogni grande uomo di qualsiasi professione raggiunge il suo massimo livello quando la sua mente controlla ogni minima parte del suo corpo e non il contrario.

Il cervello è la benzina che muove la macchina, e non viceversa.

Ciò detto, quello di cui ha bisogno un giovane portiere è crescere con l’esempio di chi prende scelte per il bene collettivo, e non per interesse personale, economico nel svolgere una mansione o per dimostrare che è bravo a fare qualcosa.

Chi ha quest’ultimo pensiero non potrà mai essere un istruttore certificato, un esempio di crescita caratteriale per giovani portieri.

E’ un esempio di leadership negativa che viene automaticamente e naturalmente eliminata dal metodo.

Per questa ragione il metodo ingloba nuove esperienze personali vissute durante le stagioni intensissime con numerosi giovani portieri.

Mesi ricchi di sfide, controversie ma allo stesso tempo straordinari, eccitanti, gratificanti ed estremamente ricchi di emozioni.

Proprio come il culmine di questa stagione, durante i Portieri Camp dove rispettivamente all’ultimo giorno della settimana tutti i gruppi mi hanno salutato con il nodo allo gola e un filo di lacrime sul viso.

La stagione 2018/2019 si è aperto con un appuntamento quanto insolito ma quanto straordinario.

Questo per conoscere effettivamente le nuove funzionalità del metodo e per scoprire come negli ultimi 18 mesi, 6 giovani portieri sono fiondati nel professionismo.

Per essere sincero, i più fortunati saranno i giovani portieri che hanno svolto i portieri camp.

Infatti per la prima volta in Italia è stato presentato l’allenamento del “Portiere Pensante”.

Tutti gli altri invece hanno vissuto momenti di crescita con gli istruttori certificati per scoprire effettivamente le basi per crescere forte e sicuro come un vero numero uno.

In più, è stata istituita la Trainer Goalkeeper Academy – La Prima Accademia dedicata alla sviluppo del talento di giovani preparatori dei portieri.

Ossia, giovani portieri “usciti” dai nostri centri di allenamento ed oggi alle soglie della prima squadra, che condividono pienamente i miei valori umani e quelli del metodo.

Per diventare quindi delle guide, degli esempi sui giovani portieri di fasce d’età più piccole che hanno il sogno di crescere con l’esempio per avvicinarsi al mondo del professionismo il prima possibile.

Fuoco, Forza, Fede

Daniele Rolleri

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